Un paio di settimane fa ho fatto un talk su tematiche AI, e mi sono accorto che una cosa che faccio abitualmente non era molto diffusa, quindi ho pensato di raccontarla qua.
L’idea è molto facile: hai creato qualcosa con il tuo LLM preferito, ma ti domandi se si potrebbe migliorare. La cosa più comune in questi momenti è chiedere al tuo LLM qualcosa tipo:
Questo progetto è organizzato bene? Pensi che ci sarebbe qualcosa da riordinare? Ci sono tutte le astrazioni che servono?
O magari usare una skill che raccoglie un po’ di criteri, come la /simplify di Claude Code.
A volte però è più interessante chiedere:
Ma cosa ne penserebbe Martin Fowler di questo progetto?
Il nome è solo un esempio: se non lo conosci, ti basti sapere che Claude lo definisce come “autore e figura di punta di Thoughtworks, è tra le voci più influenti dell’ingegneria del software”.
Perché funziona
Alla fine abbiamo delle AI capacissime, ma non è che siamo d’accordo su cosa significa fare qualcosa bene (e comunque dipende tantissimo dal contesto). Chiedere all’AI cosa ne penserebbe un autore relativamente famoso è piuttosto efficace, perché:
Scegli una definizione di “fatto bene”. Un LLM generico ti dà una media di tante opinioni, invece un autore ti dà un punto di vista preciso, che puoi accettare o rifiutare.
Ti affidi a qualcuno che conosci. È un po’ come affidarsi ad un esperto preciso di cui ti fidi, non l’autore a caso di una skill trovata su internet.
Puoi vedere la cosa da più lati. Spesso è una questione di trade-off, e vedere l’opinione di diversi esperti lo mette in evidenza.
Tira fuori una valutazione più ampia, includendo aspetti a cui non pensavi.
Chi scegliere
Una domanda che mi è stata fatta al talk è “Ma perché non hai chiesto, non so, a Steve Wozniak?” (il cofondatore tecnico di Apple).
Il punto è che non basta indicare una persona che stimiamo: perché un LLM possa impersonarla, questa persona deve aver scritto e formalizzato il suo modo di lavorare e le sue teorie. Deve cioè essere stata anche autrice o divulgatrice.
Il mio Olimpo
Credo sia utile quindi condividere quali sono i propri punti di riferimento in vari ambiti, così da poterli usare come revisori del nostro lavoro.
Quelli che ho usato più spesso sono questi:
Kent Beck, mi aiuta a tenere il codice semplice
Martin Fowler, per questioni architetturali più ampie
Don Norman, lo uso per i dubbi di UX
Richard Rumelt, per la strategia aziendale
April Dunford, sul posizionamento marketing
Ed ovviamente vale anche chiedere al tuo LLM di fiducia: “Ma che altro esperto potrei interpellare per valutare la situazione?”.
Alla prossima!
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Sono Pietro Campagnano e come consulente strategico aiuto startup e piccole aziende a costruire prodotti digitali con piccoli team.
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